ATARI XE

Da DVG - Il Dizionario dei Videogiochi


Anche se la Commodore è riuscita a passare indenne la guerra dei prezzi, Jack Tramiel acquistò la Atari dalla Warner, pagandola un prezzo bassissimo. Egli voleva produrre un computer ad un prezzo estremamente basso.

Le ultime macchine a 8-bit furono il 65XE ed il 130XE. Il 65XE era l'erede del 800XL. Originariamente chiamato 900XLF, il 65XE era quasi equivalente al 800XL (ad eccetto del PBI). Il 65XE (versione europea) e il 130XE avevano l'Enhanced Cartridge Interface (ECI), una variante del Parallel Bus Interface (PBI). Il 130XE aveva 128kB di memoria, accessibile attraverso la selezione di banchi (grazie all'FREDDIE e al chip EMMU). Il modello 800XE, disponibile in Europa, era un 130XE con metà di memoria. XE significa XL-Expanded.

Il motivo per cui fu introdotto 130XE era che l'Atari tentò di cavalcare la popolarità dell'originale 800XL. Con il rifiorire del mercato dei videogiochi, trainato dalla Nintendo, Atari produsse il XE Game System (XEGS), rilasciato nel 1987. Il XEGS era venduto assieme ad una tastiera esterna, un joystick, una pistola (XG-1) e un paio di giochi. Questo modello non ebbe mai successo.

Il 1 Gennaio 1992, la Atari abbandonò lo sviluppo dei suoi computer a 8-bit.

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